Temple Grandin

Lo spettacolo narra la storia di una delle asperger più famose al mondo: Temple Grandin.

Dalla diagnosi di autismo ricevuta a 4 anni, allorché il medico suggerì a sua madre Eustacia di internarla in un istituto pensando che la bambina non avrebbe mai parlato, si passa al periodo della difficile formazione scolastica superiore, allorché il professor Carlock comprende come sfruttare a pieno la propensione di Temple al pensiero per immagini, per poi trattare il periodo trascorso nel ranch di zia Ann, dove la ragazza scopre il potere rassicurante della stringitrice per mucche che, in seguito, brevetterà trasformandola nella famosa “macchina per gli abbracci” che, a sua volta, le permetterà di affrontare il difficile rapporto con gli altri a cui la obbliga il college.

Il testo mostra poi le difficoltà che Temple incontra lavorando nell’ambiente maschilista dei ranch e la sua genialità nel capire il pensiero animale e nel progettare gli impianti di macellazione più umani e più efficienti che siano mai esistiti. Vengono trattati infine i riconoscimenti internazionali che la donna ha ricevuto, le sue pubblicazioni ed i suoi numerosi titoli: oltre ad essere diventata una progettista di impianti per animali famosa in tutto il mondo, la signora Grandin oggi è professoressa associata dell’Università Statale del Colorado, tiene conferenze internazionali sull’autismo, è autrice di diverse pubblicazioni sulla materia ed è stata inserita tra le 100 personalità americane più influenti di tutti i tempi.

Ma soprattutto, lo script esamina la filosofia che ha caratterizzato da sempre questo straordinario personaggio: il suo rapporto con la vita e la morte, la sua difficoltà nella gestione di un’emotività diversa, le sue straordinarie capacità logiche, le sue problematiche fisiche accompagnate dall’alto senso dell’onore e la sua strenua difesa della dignità anche di chi è diverso, perché come dice lo stesso sottotitolo “il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente”.

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