L'uomo di carta

Francesco è un orfanello che qualcuno ha abbandonato quand’era ancora in fasce. Un prete l’ha ritrovato dietro la statua di un santo in chiesa. Per un attimo, l’ecclesiastico ha sperato nel miracolo perché la scultura sembrava parlare. Ben presto, però, ci si era accorti che la voce veniva da un semplice bambino che, anzi, era anche un po’ ritardato. Il piccolo era stato dunque cresciuto dal prete in mezzo agli altri orfanelli della sua struttura ed aveva rivelato il carattere più mansueto del mondo. Francesco non reagisce quando gli altri lo picchiano e fa di tutto affinché il prete non si penta mai di averlo preso con sé.

Quando un signore elegante arriva da Roma e manifesta l’intenzione di adottarlo, lui si piega immediatamente ai voleri del nuovo genitore. Su sua indicazione, si diploma in ragioneria e firma tutte le carte che il padre gli dice di firmare. Inizia poi a lavorare come semplice fattorino nell’outlet del genitore.

Tutti i colleghi continuano a deriderlo per i suoi ritardi mentali quando, un giorno, le cose sembrano cambiare.

Francesco infatti si innamora di una ragazza polacca che sembra ricambiarlo. Intende sposarsi quando emerge in modo prepotente il vero motivo per cui il padre l’ha adottato e ne ha fatto “un uomo di carta”. Francesco avrà una scelta difficile da compiere: o diventerà un uomo vero o finirà i suoi giorni come una semplice marionetta nella mani altrui.