Le unghie

Primi anni ’50.

Anna è una ragazzina problematica che ama divorarsi le unghie. Androgina e quasi patologica nella sua voracità, viene costretta dalla madre a lavorare ancorché solo dodicenne.

Per caso, un giorno, conosce un pianista che lavora in una casa chiusa che lei soprannomina “Vivaldi”. L’uomo è il primo che le dà l’attenzione che merita e da cui Anna diventa dipendente. L’uomo le insegna a curarsi le unghie, che da sempre sono una metafora della vita della ragazzina.

Anna passa dunque attraverso cinque tipi di unghie che corrispondono ad altrettanti stati d’animo e comportamenti. Da prima è una bambina che si mangia le pellicine; poi un’adolescente che si cura unghie con lo smalto trasparente e che inizia ad intravedere le sue sembianze di donna; nella fase in cui mette lo smalto rosso, Anna scopre la sua sensualità ed il potere che ha sugli uomini in quanto donna. La ragazza finisce poi per sconfinare nella sua volontà di controllo sugli altri quando usa le unghie finte ed arriva ad un eccesso che farà finire drammaticamente la sua esperienza nella casa chiusa.

Allorché in parlamento passa la legge Merlin, infatti, Anna viene condannata in quanto assassina.